App preveggenti: sanno già cosa vuoi

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Chi teme che le nuove tecnologie possano invadere la propria sfera personale adesso ha un motivo in più per preoccuparsi. Nella Silicon Valley stanno sviluppando applicazioni per smartphone con la capacità di “leggere nel pensiero” e rispondere ad ogni bisogno dell’utente in anticipo, come un perfetto assistente personale che prevede le nostre mosse. Il New York Times, spiega nel suo articolo ce potrebbe capitare che alzandosi la mattina venga avvisato dallo smartphone che ha dieci minuti per prepararsi per arrivare puntuale all’appuntamento considerado anche il traffico in quel preciso istante, tutto questo senza aver detto o richiesto niente al dispositivo.

Le app in fase di sviluppo, utilizzando questo nuovo protocollo denominato “ricerca preveggente”, leggono le nostre e-mail, la nostra agenda, controllano la nostra ’attività sui social network, controllano le mappe digitali e i siti di informazione sul traffico. Gli esperti – spiega il Times – ritengono che questi servizi – studiati al momento solo per dispositivi mobili – possano un giorno diventare di uso comune, essere incorporati negli oggetti o parti di arredamento di uso cuotidiano come lo specchi del bagno o la sveglia sul comodino.

Google ha lanciato recentemente Google Now, disponibile per smartphone e in futuro per i Google Glass che per esempio ci quando è ora di andare per arrivare puntuali a una cena o nel caso degli occhiali di visualizzare il ritardo di un volo prenotato mentre si corre con le valigie verso l’aeroporto.

Oltre a Google Now, esistono già app “preveggenti” come per esempio Cue, reQall, Donna, Tempo AI, MindMeld e Evernote. ReQall per esempio è in grado di filtrare le chiamate in entrata nei momenti della giornata in cui non si vuole essere disturbati. Si può quindi ricevere una telefonata urgente e filtrare quella del cliente.

Mentre da una parte gli appassionati di tecnologia attendono con ansia queste nuove applicazioni, dall’altra parte c’è chi teme che queste nuove funzioni possano essere troppo invadenti, soprattutto se non si limiteranno a aiutare l’utente solo nel mondo del lavoro ma invadendo anche quello privato. Il Times, spiega che Google ha già attivato un servizio che consiglia che libri leggere, quali film guardare e quali eventi culturali potrebbero interessarci in funzione delle nostre ricerce effettuate on-line.

Fonte | lastampa

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Informazioni su AndreCerutti

Disegnatore meccanico e Information Technology per lavoro, musicista per passione, scopre il mondo dei social network e da allora non riesce più a smettere. Vive con la convinzione che "se non conosce una cosa la impara".

Pubblicato il 31 luglio 2013, in Applicazioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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